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Il desiderio di rimettersi in gioco

La testimonianza di Viviana Fiorucci, ex-allieva della I edizione del Corso Self Management & Self Branding dell’Istituto di Studi Superiori sulla Donna.

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Mi chiamo Viviana Fiorucci ho 50 anni, sono sposata, mamma di due ragazzi di  18 e 16 anni, e grazie a VALORE MAMMA oggi mi sento molto meglio.

Fare esclusivamente la mamma è stata una scelta, in parte condizionata dalle modalità del lavoro che svolgevo: non c’è stata purtroppo  la possibilità di accedere a condizioni contrattuali diverse, che mi avrebbero permesso di conciliare vita familiare e lavorativa in modo sereno e  di conseguenza molto più produttivo.

 Ma forse doveva andare così.

Dopo la  maternità la famiglia è diventata il mio mondo; mi rendo conto che questo modo di vivere non va bene, perché la famiglia deve essere il fulcro centrale della vita di una donna,  ma non il mondo, che è uno spazio ben più vasto, dove una donna può vivere e realizzarsi anche in  altre situazioni, come quella  lavorativa.

Quando ho deciso che forse era ora di mettermi di nuovo in pista,  non sono stata in grado di comprendere se le risorse e le competenze lavorative maturate in passato erano ancora spendibili  nell’attuale mondo del lavoro, in più  l’età anagrafica che abbassava notevolmente il grado di competitività, era diventata un problema, altro che curriculum ben fatto!

Pur avendo una visione non proprio rosea, ho faticosamente ripreso a darmi da fare, ho svolto lavori in diversi ambiti professionali, niente di stabile o definitivo, ci mancherebbe, tutti contratti di collaborazione, attività portate a termine con  il massimo dell’impegno, ma sempre   accompagnata da un senso di forte inadeguatezza e ansia.

L’incontro con Valore Mamma e di conseguenza la partecipazione al corso Self Management & Self Branding è avvenuto in un momento della mia vita molto particolare, non è stata un scelta fatta di getto, ci ho pensato molto prima di iscrivermi, perché sapevo che sarebbe stata dura mettermi in gioco, infatti è stato difficile, ma è stato anche liberatorio, utile,  è stata una terapia d’urto.

Il programma è organizzato benissimo: funzionale, intenso, efficace; i temi che vengono trattati sono ciò che è necessario analizzare per uscire fuori dal tunnel dell’ “AIUTO! Cosa sono oggi, cosa faccio, non so dove andare”.

Le lezioni, tutte, per  me sono state illuminanti, avrei voluto sapere ancora e ancora di più, mi hanno dato la possibilità di buttare fuori e analizzare quei pesanti stati d’animo, causa di quel pugno nello stomaco sempre presente, tanto da considerarlo un parente stretto, che liberazione!

Lavoro e vita privata devono e possono convivere al meglio: l’essere mamma, moglie, figlia e lavoratrice, si può fare, è necessario saper scegliere bene, è necessario essere consapevoli che l’essere mamma è un valore aggiunto, è una pluralità di competenze che se riversate nel mondo del lavoro non possono che migliorare le prestazioni.

Alcune  lezioni in particolare mi hanno girato sotto sopra, sono stata veramente male, ma in questo modo ho preso coscienza di aspetti di cui non avevo consapevolezza e che sono stati causa di scelte inutili se non sbagliate.

Iniziare ad avere stima di se stessi,  interiorizzare metodi  che ti aiutino a fare pulizia dentro di te delle cose inutili, ad analizzare le esperienze negative e sorprenderti a scoprire quanto ci sia di positivo,   è un percorso lungo,  perché combatti per cambiare, e i cambiamenti, anche se fortemente voluti, mettono sempre un po’ di agitazione.

Io lo sto facendo, sto esplorando una nuova fase: ascoltare, partecipare alle diverse  lezioni ha innescato in me  una crescente voglia di essere presente, di essere libera da tutte le insicurezze che mi hanno bloccato, di mettermi in gioco, di aprirmi a situazioni lavorative nuove che so di poter affrontare.

Oggi, di sicuro,  guardo le cose con una prospettiva a lungo termine,  e penso di potercela fare.

Fondamentali in questi momenti così significativi sono stati, i docenti, tutti dal primo all’ultimo, professionisti e persone eccezionali  che ho sentito con me, ho percepito  il loro interesse, non meno importanti sono state le mie  compagne di viaggio con cui ho condiviso  esperienze di vita, di lavoro, di speranza e progetti futuri.

I momenti di condivisione sono stati un elemento importantissimo del percorso: capisci che le paure, i problemi, le ansie che vivi non sono solo una tua esclusiva, e ti senti meglio perché hai vuotato il sacco e  ti senti capita,  accolta, non giudicata.

C’è una frase che riprendo da una slide della Prof.ssa Lara Miglietta,  che è diventata per me uno slogan “avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare, e soprattutto l’intelligenza di saperle distinguere”

GRAZIE GRAZIE GRAZIE MILLE VOLTE GRAZIE

Viviana Fiorucci

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