Pages Menu
RssFacebook
Categories Menu

Posted in BLOG

Latte materno: prima viene somministrato e meglio è!

In occasione dell’11°Simposio sull’Allattamento e la Lattazione organizzato da Medela a Berlino, i maggiori esperti a livello mondiale si confronteranno sui temi relativi all’allattamento al seno, vantaggi del latte materno, utilizzo delle banche del latte, supporto alle famiglie.

Quando un bambino nasce prematuro, non è solo lui ad avere bisogno di assistenza intensiva: anche la famiglia si trova all’improvviso a dover affrontare sfide inattese. Per questo, il dott. Matthias Keller, che sarà presente al Simposio di Berlino, illustrerà i benefici di un percorso terapeutico (NeoPass) che pone al centro la famiglia:un’assistenza familiare integrata che inizia già prima del parto e che continua anche dopo che madre e bambino hanno lasciato l’ospedale. Grazie all’introduzione di un percorso terapeutico del genere, che coinvolge sin dall’inizio i genitori, i nati prematuri possono essere dimessi prima dall’ospedale, l’incidenza di malattie gravi è inferiore e i genitori hanno più fiducia in sè stessi nel rapporto con il loro bambino. Inoltre, un numero sensibilmente maggiore di bambini è allattato al seno al momento della dimissione.

L’alimentazione dei prematuri: più difficile di quanto si immagini

Sebbene nella maggioranza dei casi l’allattamento al seno non sia possibile nei bambini nati molto prematuri, l’alimentazione con il latte materno, ad esempio somministrato mediante sondino, va considerata lo standard di riferimento. Come spiegherà il dott. Thomas Kühn, non è infatti sufficiente che i bambini ricevano quanta più energia e proteine possibili, poiché ciò può portare a sovrappeso e favorire lo sviluppo di infezioni e alterazioni del metabolismo: la vera sfida è fornire al bambino esattamente i nutrienti e l’energia di cui ha bisogno per il suo sviluppo. Anche alcune ricerche condotte in Francia sottolineano il valore delle numerose sostanze contenute nel latte materno: infatti, il grado di sviluppo tra i due e i cinque anni dei nati prematuri alimentati con latte materno che non erano riusciti a soddisfare le normali aspettative di crescita durante la permanenza in ospedale è risultato maggiore rispetto a quello dei bambini alimentati artificialmente (Rozé JC et all. The apparent breastfeeding paradox in very preterm infants: relationship between breast feeding, early weight gain and neurodevelopment based on results from two cohorts, 2012).

Non tutto il latte materno è uguale

Un altro tema che sarà affrontato durante il Simposio di Medela, è quello relativo al latte materno donato: per il Prof. Per Torp Sangild (Copenhagen/Danimarca), nel valutare il latte materno donato nell’ottica dell’alimentazione e della prevenzione di malattie gastrointestinali, è necessario tenere in considerazione diversi fattori: la composizione è soggetta a variazioni, dipende dal periodo dell’allattamento e si modifica per effetto dei trattamenti cui solitamente le banche del latte materno sottopongono il latte donato. Per questo i bambini dovrebbero possibilmente ricevere il latte della propria madre. Qualora ciò non sia possibile, si può fare ricorso al latte di una donatrice, sebbene le elevate temperature cui viene normalmente esposto per motivi igienici distruggano le cellule viventi preziose per la salute del bambino, come spiegherà al Simposio il prof. Josef Neu. Un altro intervento sul tema, sarà quello della dott.ssa Susanne Herber-Jonat la quale, nell’istituire una banca del latte materno, ha intrapreso una nuova strada: la banca del latte materno di Monaco, infatti, utilizza latte di donne sane non esposto alle elevate temperature solitamente impiegate. Le donatrici si estraggono il latte in condizioni sterili e sotto la supervisione di una consulente per l’allattamento. Successivamente, il latte materno viene sottoposto a un controllo, come normalmente avviene per il sangue conservato, e infine rapidamente congelato per essere utilizzato in un secondo momento. Il tutto senza ricorrere al trattamento con alte temperature. In questo modo le preziose cellule viventi non vengono distrutte. L’obiettivo ultimo, tuttavia, è che il nato prematuro possa passare quanto prima dal latte di una donatrice al latte della propria madre. Per questo, particolare attenzione viene posta anche sulla stimolazione della produzione di latte nelle madri dei nati prematuri.

Ufficio Stampa Medela Italia
(a cura di Mec&Partners)

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedInEmail this to someone

Lascia un Commento