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Posted in BLOG, Noi oggi

Personal branding – Intervista a Lara Miglietta

a cura di Sandra Di Vito

Lara Miglietta, coach e counseller. Docente di Psicologia applicata all'Università Europea di Roma

Lara Miglietta, coach e counseller. Docente di Psicologia applicata all’Università Europea di Roma

Reinserirsi nel mondo del lavoro: è questa la prima sfida che ogni mamma si trova ad affrontare dopo aver scelto di dedicare completamente il proprio tempo alla cura dei figli piccoli, rinunciando temporaneamente alla realizzazione personale in ambito lavorativo. Da dove iniziare? Sicuramente da se stesse! Lara Miglietta, coach e counseller ci aiuta a capire come valorizzare al meglio la propria  immagine e le proprie competenze sui canali digitali, attraverso il metodo del personal branding.

Cosa è il personal branding e perché è così importante saperlo fare bene?

Volendo utilizzare le parole di Wikipedia, l’espressione personal branding indica “la capacità di promuovere se stessi, al fine di essere gradito o comunque appetibile, con modalità simili a quanto avviene in campo economico, con i prodotti commerciali”.

Il personal brand è quindi l’immagine e la reputazione che un individuo ha o si costruisce soprattutto attraverso la sua presenza online e le sue azioni nel Web, e diventa quindi la ragione per cui qualcuno ci sceglie come collaboratore (se sta cercando del personale), come punto di riferimento (se è alla ricerca di un aiuto o di informazioni particolari) oppure la ragione per cui un cliente vuole proprio noi, i nostri prodotti o i nostri servizi. Se ne deduce l’importanza di dedicare particolare attenzione all’identificazione, costruzione e comunicazione del personal brand, in quanto ad essa si collegano i motivi per cui veniamo scelti. Se una volta i supporti disponibili si limitavano al classico biglietto da visita, al curriculum, al portfolio web o cartaceo e all’indirizzo email, ora la cura della propria immagine si fa più articolata e include la creazione  e gestione di un blog online e dei diversi profili Facebook, LinkedIn, Twitter, ecc.

Le donne sono consapevoli delle opportunità lavorative che derivano dalla giusta valorizzazione di se stesse sui canali digitali?

Attraverso il mio lavoro di coach, vedo che è ancora poco diffusa la consapevolezza delle grandi potenzialità di internet e delle opportunità lavorative che potrebbero generarsi da una corretta valorizzazione di se stesse sui canali digitali. Dunque è importante conoscerle e approfondirle al fine di sfruttarne a nostro vantaggio le potenzialità.

Tuttavia, prima di consolidare la propria immagine sui canali digitali, è necessario fare un passo indietro e valorizzare noi stesse. Ciò significa conoscersi in modo approfondito, scoprire i punti di forza e risorse personali, identificare ciò che veramente desideriamo fare nella nostra vita e fare un progetto, così da trasformare il nostro desiderio in un progetto concreto, proprio come fa un architetto o un ingegnere prima di realizzare la propria opera.

Una mamma che vuole reinventarsi o rimettersi in gioco nel mondo del lavoro dopo l’astensione per maternità, su quali punti di forza può far leva per definire il proprio personal brand?

Non esistono punti di forza in assoluto migliori rispetto ad altri. Ognuno di noi è un essere unico e irripetibile. E’ questa la magia di ognuno di noi. L’importante è credere in noi stesse, visualizzare con chiarezza l’obiettivo verso cui andare, valorizzando le conoscenze , competenze e capacità personali. Dunque una mamma, dopo l’esperienza meravigliosa della maternità deve fare leva su i suoi punti di forza , che una volta scoperti ed individuati devono essere valorizzati nella costruzione del personal brand.

Le competenze e le capacità quali l’ascolto empatico, il senso critico, l’accoglienza, la cura e il lavoro multitasking, che vengono amplificate nella donna con la maternità, possono diventare elementi costitutivi del personal branding?

Le donne dopo la maternità migliorano, si completano, acquisiscono una grande forza e una maggiore sicurezza personale. Dunque le nuove capacità acquisite e quelle già possedute, scoperte e valorizzate, diventano parte integrante del personal brand.

Partendo dalla Sua esperienza di mamma e professionista, cosa si sente di consigliare alle mamme che vogliono avere successo nel mondo del lavoro senza trascurare la propria famiglia?

Essere mamma è una scelta, una meravigliosa scelta, che una volta fatta porta con sé ,accanto alla grandi gioie, tantissime difficoltà e tra queste c’è la complessità di conciliare la propria professione con la famiglia. Una difficoltà questa, che nel nostro paese è ancora più sentita perché  pochi sono i supporti che vengono dati alle famiglie e poche le aziende che praticano tempi e modalità di lavoro a misura di famiglia. La libera professione per una mamma, se da un parte non soddisfa costantemente il bisogno di sicurezza economica, dall’altra favorisce la gestione ottimale, perché flessibile, della propria professione, avendo la libertà di modularla sulla base dell’esigenze della famiglia.

L’unico consiglio che sento di dare alle mamme “in carriera”, è di ascoltare sempre il proprio cuore e di considerare accanto ai bisogni della propria famiglia,  i bisogni e i desideri personali, perché il contrario genererebbe frustrazione e infelicità. Voglio anche condividere una consapevolezza che ho personalmente costruito dopo la maternità: ritengo che per una donna, il successo nella vita professionale passi prima attraverso l’espressione piena e libera dell’essere mamma e che il successo come professionista si nutra dell’amore e della serenità dei propri figli.

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